venerdì 29 ottobre 2010

Ordinaria quotidianeità


il giorno venerdì
29 ottobre 2010
alle ore 18.09

Una settimana fa ho partecipato ad un'assemblea dei genitori della classe di mia figlia per l'elezione dei rappresentanti. Dopo c'è stato l'incontro con il nuovo preside e i nuovi docenti (non più quelli del ginnasio). Il preside ha illustrato il tipo di progetto interdisciplinare per questo nuovo anno scolastico e laa prof di chimica ci ha informato che ci saranno conferenze e incontri con esperti sulla questione rifiuti. I ragazzi conosceranno la normativa parlamentare europea in fatto di gestione rifiuti, incontreranno esperti...ecc..ecc.. Il prof. di Filosofia si occuperà di introdurre i ragazzi allo studio della filosofia delle scienza; la prof. di greco tratterà la storiografia dei classici che si sono occupati di natura; la prof. di chimica si occuperà della parte tecnica e scientifica del problema.

A quel punto mi sono proposta di procurare anche materiale visivo e documentazione sulla drammatica situazione dei rifiuti in Campania (DVD su Chiaiano, Terra dei fuochi...ecc...) per dare un taglio REALISTICO e VERITIERO e per permettere ai ragazzi un approccio reale oltre che teorico alla questione ambiente.

Questo il mio primo intervento.

Il preside ha poi illustrato la situazione della scuola di mia figlia.

Solo dopo che il preside ha concluso, ho chiesto la parola per parlare della delicata questione delle classi aumentate (29 alunni + un docente= 30 persone) per effetto della legge Gelmini. Io ho espresso la mia perplessità perchè la struttura adibita a liceo non nasce come struttura scolastica ma come bellissimo palazzo settecentesco veneziano. Di qui la preoccupazione di contenere nei suoi spazi un così elevato numero di persone. E' seguita la risposta del preside (si stanno attivando presso la Provincia già da tempo sull'argomento).

Questi i miei due interventi all'assemblea dei genitori.

Non riesco a trovare il nesso tra ciò che ho detto nei due interventi e quello che è successo dopo.


Il giorno dopo, uno dei due ragazzi presenti all'incontro ha chiesto a mia figlia: "Ma tua madre è uscita da un campo di concentramento?" e ha continuato a chiamare mia figlia "Awushitz" per tutto il giorno.

Mia figlia è tornata a casa che era uno straccio. Non pensava alla presa in giro, ma a quanta superficilità e cattiveria c'erano nelle parole di un amico che mancava di rispetto alle tante vittime di Aushwitz.

Si è ricordata di quando era in seconda media e alcuni compagni di classe l'avevano chiamata "sporca ebrea", lei musulmana, figlia di un palestinese, mi ha detto quel giorno che avrebbe voluto essere ebrea per avere dentro tutta la rabbia per poter sferrare un pugno. L'avessero chiamata "sporca nera" avrebbe voluto avere lo stesso coraggio per reagire. Ho reagito io: sono andata dai prof. della scuola media chiedendo di sensibilizzare la classe ad una maggiore tolleranza... di contrastare questi pregiudizi e luoghi comuni (non so quanto possa essere servito, comunque i docenti ci hanno provato a 360°).

Oggi mia figlia è più grande, ha saputo rispondere e reagire ma le leggo in volto lo stesso scoramento di 4 anni fa..una profonda tristezza dinanzi a queste cattiverie gratuite e tanto razzismo.

Lei, figlia di un palestinese, nonostante quello che a visto in Palestina (i soldati, l'occupazione, il muro..) si è ritrovata ad indignarsi e a ribellarsi per delle frasi ciniche e beffarde contro gli ebrei.

Eppure mia figlia, come me, e tanti di noi, sarà accusati di antisemitismo quando con forza e determinazione griderà il suo No all'occupazione e alla politica di Israele...e magari il ragazzotto italiano, autore di quelle frasi, sarà il benpensante di turno che non scenderà in piazza contro Israele e per questo non sarà tacciato di antisemitismo, ma che odia gli ebrei!!!!




Oggi torno a casa e la mia bambina più piccola (quarta elementare) mi dice un po' confusa e un po' arrabbiata che l'insegnante di religione (spiegava la vita di Gesù) ha detto che la Palestina si chiama Israele. Mia figlia mi ha chiesto "Allora quando abbiamo attraversato il muro e siamo andati a Suffarin da zio Zeidan, dove simo andati? non era la Palestina?"

Certo che era la Palestina....è la Palestina.

Venerdì prossimo andrò a parlare con l'insegnante di religione, munita di tanta pazienza e un po' di "partenopea ironia" che in certi casi mi evita di ....fare danni.

Pina